review

25/10/2011

SAUL STUCCHI

ALIBI ON LINE

MYLAND

Ho il difetto - comune a molte persone, temo - di saltare a piè pari l'introduzione di quasi tutti i libri che leggo. Soltanto oggi, riprendendo in mano il volumetto Fiori Neri, ho così scoperto che l'editore Todaro (che in realtà è una editrice) ha scritto nella premessa quello che ho subito pensato io: Fiori Neri è un "progetto ambizioso" che ha lo scopo di "unire immagini e parole, mettere insieme due sensibilità, due punti di vista, su uno stesso tema o una medesima suggestione: chi descrive con le parole e chi suggerisce con le immagini".

Quest'ultimo è in questo caso il fotografo Gianluca Bucci, i cui scatti in bianco e nero sono esposti fino alla fine del mese alla Galleria Wabi di Milano (zona Isola). La riproduzione che vedete qui sotto purtroppo non rende giustizia all'abilità tecnica e allo sguardo insieme selettivo e poetico dell'autore, quindi l'invito che rivolgo a chi legge è quello di andare ad ammirare di persona le fotografie.
Io l'ho fatto e ho avuto la fortuna di conoscere personalmente l'autore, dal quale mi sono fatto raccontare modalità e tecniche di scatto. Sono rimasto sorpreso nell'apprendere che tutte le opere - disponibili in vendita a un prezzo di 300 euro ciascuna - sono state realizzate con una "macchinetta" da pochi spiccioli, a riprova di quanto siano l'occhio del fotografo e la sua abilità a determinare il risultato finale: la fotocamera, di per sé, è "muta" per ricorrere a una sinestesia. Armato di una toy camera Holga (con un modello simile l'ho ritratto nella foto qui sotto), Bucci ha catturato piante, fiori, steli, foglie, rugosità di tronchi e altri particolari che vengono esaltati dal suo sapiente bianco e nero.

Ma quello che "comunicano" le sue foto quando le osservate, ha come uno slittamento di senso - a volte anche notevole - dopo che abbiate letto il racconto noir che compone l'altro pannello del dittico Fiori Neri. Quest'ultimo porta la firma di Barbara Baraldi, la "regina del gotico italiano" secondo la definizione nel risvolto di copertina. Ma anche qui le parole dell'editore sono illuminanti: "le immagini non sono a corredo del testo e il racconto non vuole essere commento alle immagini. A volte saranno sulla stessa lunghezza d'onda, altre saranno visioni personali e non condivise. L'importante è che il mood sia comune, le atmosfere riconoscibili, o le tematiche affini". Io posso solo aggiungere che, dopo aver letto il racconto della Baraldi, le immagini di Bucci sembrano svelare più apertamente il loro lato dark. E diventa inevitabile pensare alla ginestra leopardiana e alla natura matrigna.

Una seconda mostra da non perdere è quella che espone alcune opere del giovane artista toscano Riccardo Pocci che si esprime - sempre a suo agio - con i mezzi (e i linguaggi) della pittura, della fotografia e della scultura. Il titolo Myland è un gioco di parole che richiama la pronuncia tedesca del nome della città di Milano e insieme una dichiarazione d'amore per la sua terra d'adozione (almeno artistica). L'immagine simbolo della mostra e dell'agile catalogo che l'accompagna è il profilo della statua equestre di Giuseppe Missori, eroe del Risorgimento. Nella foto qui sotto ho immortalato Pocci in posa davanti all'opera che dà il titolo alla mostra, realizzata a gouache su pancali da tipografia.

Omaggio a Milano, e di riflesso all'Italia unita, l'esposizione è una selezione di lavori nei quali l'artista stempera con l'ironia la delusione per il presente (la stessa provata da Missori): la montagna del Risorgimento ha partorito l'Italietta post-unitaria e via via di male in peggio. A fare da contrasto con gli edifici simbolo del potere meneghino, politico ed economico, Pocci inserisce come filtro davanti agli occhi dello spettatore un albero: la natura - pur violentata - resiste anche nella metropoli e dà un senso di misura alle cose e insieme pare evocare i valori fondativi del sacrificio, dell'abnegazione e della resistenza. All'estremo opposto si ergono le colonne infami, torri di Babele elevate a perdizione degli uomini, o più prosaicamente, a distrazione di massa dei cittadini.

La mostra è ospitata nel laboratorio di restauro più antico di Milano (tra quelli ancora attivi), ormai alla terza generazione della famiglia Cagliani: perfetta cornice per le opere esposte.
Saul Stucchi

Fiori Neri
Mostra fotografica di Gianluca Bucci

Galleria Wabi
Via Garigliano 3
Milano


Riccardo Pocci
MYLAND

Fino a metà dicembre 2011
Laboratorio Restauro Mobili Antichi Luigi Cagliani
Via Civerchio 5
Milano

Orari: dal lunedì al venerdì 18.30-21.00, su appuntamento durante il week end
Ingresso libero

Informazioni:
Tel. 348.6047564
www.caglianirestauri.it