review

01/12/2009

FRANCESCA LENZI

IL TIRRENO

EMOZIONE E SCOPERTA

Riccardo Pocci nato a Piombino nel 1972, diplomato nel 1990 all'istituto statale d'arte di Pisa, e successivamente all'accademia di belle arti di Firenze, è una felicissima realtà locale, tornata nella zona solo recentemente (dicembre 2008), dopo aver viaggiato e lavorato all'estero in particolare in Argentina, e in molte città italiane, attraverso la collaborazione con gallerie a Roma, Milano, Parigi. La bottega che ci accoglie contiene purtroppo pochi quadri, allestiti al Palazzo Pretorio per la mostra "Distillazione continua", un paio di sculture, tele, attrezzatura, un grande tavolo da lavoro, libri cataloghi, e una fornita raccolta di dischi in vinile, il tutto secondo un contesto spaziale persino troppo ordinato, nell'ideale comune del caos equivalente alla condizione di artista. Eppure, alcune note, ceri scorci, suggeriscono volontà vitali e libere, solo in apparente contrasto con il carattere disciplinato del quadro generale, in perfetta consonanza con la visione pittorica di Pocci. L'originalità delle sue opere è immediatamente percepita; a un livello superficiale si potrebbe dire che i soggetti raffigurati sono sostanzialmente edifici, o parti di essi: stazioni, palazzi, vetrine, grattacieli, strade, dove la figura umana è pressochè assente. la versatilità dei materiali (olio,gouache, spampa a carbone, inchiostro,cementite, smalti) e dei supporti usati (carta, tela, juta, pallet) testimoniano una costante ricerca tecnica, tesa a individuare i percorso logico e giustificato nel tempo, in rapporto con il messaggio da trasmettere: =Ogni mostra che faccio è una lettura sul contemporaneo, un focus pittorico sulla realtà che si sta vivendo=. In questo senso, le stazioni ferroviarie affogate nel colore, cambiano traccia cromatica a seconda della città rappresentata, così come lo scalo di Buenos Aires traduce nella struttura decadente, priva di vetri e porte, la crisi economica argentina. in termini di composizione, la pittura di pocci, fortemente legata alla fotografia, spesso utilizzata come spunto di partenza, si risolve in una situazione di equilibrio di masse e volumi, pieni e vuoti, sempre motivati dal significato sociale, trasposto esteticamente. Il processo di ricerca del giovane artista piombinese è ancora più chiaro nell'evoluzione correlata allo spazio: se inizialmente le opere venivano realizzate come elementi indipendenti, gradualmente si è arrivati all'idea di dipinti inseriti in un contesto, quasi sotto forma di istallazione fisica. Ogni serie di lavoro diventa perciò una sorta di viaggio con un inizio e una fina, e uno svolgimento evidente all'interno di esso. La scelta delle tecniche e dei supporti asseconda sia il grado di confidenza con il materiale, che le ragioni comunicative da esporre. In una pittura che vede la parte grafica predominante, con uno spiccato interesse per la linea e la prospettiva, emergono elementi particolari, come gli alberi, posti di fronte agli edifici, quasi un'impronta evocativa del paesaggio toscano, più in generale della pura definizione paesaggistica con la situazione base di vegetazione, casa o cielo. O ancora, è il vetro, altra entità ricorrente, a indicare lo stato contemporaneo di difficoltà di relazione, nell'ambito di una realtà, quella di oggi, dominata dall'artificio.Riccardo Pocci, per mezzo di visioni "cittadine" , colte da angolazioni inconsuete, esprime la natura umana, a prima vista assente, in modo netto, con costruzioni perfettamente bilanciate, dietro le quali nascono profondi turbamenti emotivi. Al termine dell'incontro, Pocci ci regala la propria idea di arte: =E' un'espressione d'idee che comprende una visione filosofica del mondo che viviamo, ed è un support(voce, mani, strumento) con il quale cerchiamo di rendere più chiaro e intensamente possibile ciò che si vuole esprimere. E' quindi insieme capacità e concetto; se manca uno dei due fattori, l'arte non c'è. Purtroppo ultimamente l'arte è troppo legata al valore economico, falsando così il concetto di urgenza espressiva dell'opera. L'ideale sarebbe, per quanto complicato, coniugare le due esigenze=.