review

17/07/2009

ROBERTA SUZZANI

LA CRONACA

GUARDANDO IL MONDO ATTRAVERSO UN PASSEPARTOUT

L'arte non è un opinione. Non allo Spazio Rosso Tiziano, protagonista indiscussa del panorama culturale piacentino che oggi inaugura la personale di Riccardo Pocci, in veste di pittore , "Presenze".
Fotografia, pittura. Il confine è labile nelle opere dell'artista toscano che usa l'obiettivo come una lente di ingrandimento puntata sull'architettura che, scomposta nei suoi dettagli, è fulcro del suo personale ragionamento artistico. Chirurgo della visione Pocci seleziona la realtà, esclude il "contorno" il "di più" per entrare nel dettaglio e prelevare i frammenti fotografici che diventeranno sostanza della sua pittura. New York, Berlino, Londra, Milano. Metropoli che si trasformano in laboratori dell'immagine prestando le proprie architetture all'interpretazione dell'artista. Pocci sembra guardare il mondo attraverso un invisibile passepartout che gli permette di catturare quello che nell'insieme si perderebbe, o che nei fatti si perde. La trasformazione dell'unico in un puzzle ne mina si l'aspetto, ma anche il significato più profondo. Spogliato del suo ruolo consueto l'oggetto - in questo caso l'architettura - perde il suo essere e si veste del significato emozionale che l'artista - in seconda battuta l'osservatore - vuole dargli.
Una tecnica del tutto personale. secondo Sabrina Piscaglia - autrice del catalogo unico dell'artista - =Pocci fotografa per dipingere, e dipinge fotografando. Queste azioni sono per lui inscindibili, si implicano necessariamente e reciprocamente. L'artista applica una radicale censura nella scelta dei soggetti, una discriminazione verso tutto ciò che è graficamente insignificante=.
Uno sguardo "incantato" che seleziona il "bello"celato nel cemento. Un omaggio al genio dell'architettura schiacciato dalla superficialità della vita di tutti i giorni, ma anche alla storia della fotografia. =La pittura conoscitiva di Pocci - scrive ancora Sabrina Piscaglia - si appropria del mondo: "sospesa tra scoperta e ricordo, tra perdita e ritrovamento, l'opera di quest'artista si nutre di un continnum di andate e ritorni tra un mondo esteriore e interiore. Ma anche tra osservazione e creazione, tra fotografia e pittura, tra superficie e supporto. E' un viaggio attraverso la conoscenza e la memoria. E' un percorso iniziatico di comprensione e costruzione di sé=. vediamo quello che vogliamo vedere e per Riccardo Pocci questo assunto diventa immagine, fotografia, pittura.
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